Vietato copiare la Vespa

Dicembre 5, 2023
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Vespa rossa Piaggio

La Vespa rimane italiana. Vinta la battaglia contro la Ves cinese

La Vespa rappresenta da sempre un’icona simbolo del costume e del design italiano, e a confermarlo ancora una volta oggi è la Cassazione che riconosce la tutela del diritto d’autore per la forma della Vespa. Una sentenza che mette l’ultima parola rispetto a quanto già decretato dai due precedenti gradi di giudizio nei confronti  della Zhejiang Zhongneng Industry che aveva registrato in Europa la sua Ves. Nel 2021 l’Ufficio Ue per la proprietà intellettuale (Euipo) aveva autorizzato la registrazione. La Piaggio aveva immediatamente presentato ricorso includendo tra gli elementi di prova la presenza dell’iconica motocicletta al Museum of Modern Art di New York.  

Vespa in una delle sale del MOMA di New York

Vespa è stata progettata nel 1946 da Corradino Ascanio un geniale progettista dalla mentalità eclettica che fonde creatività ed ingegneria meccanica in un veicolo funzionale, aerodinamico e semplice.

L’aneddoto che accompagna la nascita della Vespa è molto curioso.

Quando alla fine del 1945 Enrico Piaggio chiede a Corradino D’Ascanio, l’ingegnere che aveva assunto nel ’32 per progettare aerei ed elicotteri, di disegnare una moto, la risposta è secca: «No, non voglio. Io non sono nemmeno capace a guidarla, una moto».  Enrico Piaggio, che aveva deciso che la Vespa sarebbe nata, non si arrende: «Proprio perché non sai guidare una moto, voglio che sia tu a progettarla: perché io non voglio una moto».

Il 23 aprile 1946 la Piaggio & C. spa di Pontedera, in provincia di Pisa, deposita un brevetto, firmato Corradino D’Ascanio, per una «motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica». È l’atto di nascita della Vespa.

Ma l’innovazione dal veicolo si estende in modo naturale anche al linguaggio che ancora oggi fa di Vespa un’icona dalle mille sfaccettature caleidoscopiche che si estendono con spontaneità ed irriverenza nel mondo lifestyle 

Osservando le forme sinuose del primo prototipo di scooter (MP6) ed ascoltando il ronzio del suo motore da 98cc, Enrico Piaggio non può fare a meno di esclamare: “Pare una vespa!”. E da quella parola si innesca una vera e propria rivoluzione comunicativa che fa il giro del mondo e dà vita ad iconiche campagne pubblicitarie.

Inoltre da Hollywood a Bollywood, passando per le produzioni Made in Italy, la Vespa ha “recitato” in più di 1000 film! Da Vacanze Romane a La Dolce Vita in cui a montare in sella è Paparazzo che se ne serve per scorrazzare in Via Veneto a Roma a caccia di personaggi famosi da fotografare.

E poi Poveri ma Belli, in cui i protagonisti la preferivano alla più costosa automobile che era ancora un mezzo di locomozione per pochi. L’iconica Vespa si vede anche ne Il talento di Mr Ripley del 1999, American Graffiti del 1973, Alfie, in cui un giovanissimo Jude Law, la usa per girare per le vie di New York, e come non ricordare Caro Diario in cui Nanni Moretti la utilizza per andare alla scoperta di una Roma deserta.

Vespa è quindi una storia italiana ed è giusto che tale rimanga.

Qui per Biennale Venezia 2024

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