Tokyo Godfathers: capolavoro anime e miracolo di Natale a Tokyo

Dicembre 4, 2023
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Copertina di Tokyo godfathers di Satoshi Kon

Tokyo Godfathers di Satoshi Kon è una meraviglia cinematografica che va oltre i confini dell’anime tradizionale. Mentre ci immergiamo nei dettagli intricati di questo capolavoro, scopriamo la magia tessuta dalla maestria registica di Satoshi Kon e la narrativa incantevole che si dipana nel cuore di Tokyo.

Tokyo Godfathers ci trasporta nel cuore pulsante della capitale del Giappone. Tutti abbiamo sentito dire che la città che non dorme mai è New York, ma se vi siete mai approcciati al Giappone e se vi avete soggiornato anche per un paio di notti sapete che a non dormire mai sul serio è Tokyo.

In mezzo all’apparente caotico paesaggio urbano, i nostri protagonisti, eterogenei ma accumunati da un destino avverso, intraprendono un viaggio che intreccia il destino, la redenzione e lo spirito del Natale.

I Padrini di Tokyo Hana, Gin e Miyuki, compongono un improbabile trio legato dalle circostanze. Ciascuno porta con sé un passato complicato, ed insieme gettano le basi per un coinvolgente racconto di auto-scoperta, quasi on-the-road.

L’Inaspettato Miracolo di Natale Man mano che la narrazione si sviluppa in una nevosa Vigilia di Natale: una scoperta misteriosa catapulta il trio in un’avventura inaspettata, rivelando il potere della compassione e la possibilità che i miracoli avvengano nei luoghi più improbabili, dove solitamente si vede il brutto.

Tokyo Godfathers: L’Anime è Arte

Il genio di Satoshi Kon risiede nella sua capacità di trasformare l’animazione in una festa visiva. Ogni frame racconta una storia, e Tokyo Godfathers è un quadro in cui emozioni, colori e movimento convergono in un’armoniosa brillantezza.

Contrariamente allo stereotipo dell’animazione come medium per bambini, Kon eleva la profondità emotiva della narrazione attraverso espressioni dei personaggi sfumate e una profonda esplorazione della condizione umana.

Tokyo godfathers è online in streaming su Netflix e Prime Video

P.s Uno dei padrini del film è un transessuale e nessuno sembra avere dei problemi con questo. Ancora una volta il Giappone, con tutti i suoi difetti, si dimostra più comprensivo e meno giudicante di molte società “occidentali”.

Per chi non lo avesse visto suggeriamo dello stesso regista anche Paprika.

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