Tex Willer, Topolino e il Futurismo

Novembre 19, 2023
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Tex Willer

Tex Willer: Craak! Skreek! Tuc! Toc Toc! Tutto iniziò dal Futurismo

Tex Willer, Topolino, Donald Duck e il Futurismo hanno in comune molto più di quanto si possa pensare ad un primo sguardo, e il filo conduttore è rappresentato dal suono.

Prima del XIX secolo, gli artisti non intuirono mai la possibilità di rendere pittoricamente i suoni, i rumori, gli odori. I mari in tempesta erano resi attraverso pennellate bianche grigie e nere a contrasto e strati di pittura materica al fine rendere la forza dell’elemento naturale.

In “Mattina sulla Senna sotto la pioggia”, Claude Monet riesce a rendere il fenomeno atmosferico attraverso pennellate veloci che rendono l’idea di un continuo movimento.

Mentre nei suoi quadri William Turner trasmette tutta la potenza della natura attraverso quel “sublime dinamico” di appartenenza Kantiana con giochi di colori, ombre e luci a squarciare le tenebre.

Nel 1914 nel Manifesto Futurista “La pittura dei suoni,rumori e odori” Carlo Carrà scrive:

Noi futuristi affermiamo dunque che portando nella pittura l’elemento suono, l’elemento rumore e l’elemento odore tracciamo nuove strade. Abbiamo già creato negli artisti l’amore per la vita moderna essenzialmente dinamica, sonora rumorosa e odorante, distruggendo la stupida manìa del solenne, del togato, del sereno, dell’ieratico, del mummificato, dell’intellettuale, insomma.

E ancora

Noi pittori futuristi affermiamo che i suoni, i rumori e gli odori si incorporano nell’espressione delle linee, dei volumi e dei colori, come le linee, i volumi e i colori s’incorporano nell’architettura di un’opera musicale. Le nostre tele esprimeranno quindi anche le equivalenze plastiche dei suoni, dei rumori e degli odori del Teatro, del Music-Hall, del cinematografo, del postribolo, delle stazioni ferroviarie, dei porti, dei garages, delle cliniche, delle officine, ecc. ecc.

Nascono proprio con i futuristi  le onomatopee:

Il  nostro amore crescente per la materia, la volontà di penetrarla e di conoscere le sue vibrazioni, la simpatia fisica che ci lega ai motori, ci spingono all’USO DELL’ONOMATOPEA.

Il rumore, essendo il risultato dello strofinamento o dell’urto di solidi, liquidi o gas in velocità, l’onomatopea, che riproduce il rumore, è necessariamente uno degli elementi più dinamici della poesia. Come tale l’onomatopea può sostituire il verbo all’infinito, specialmente se viene opposta ad una o più altre onomatopee. (Es. : la onomatopea tatatata delle mitragliatrici, opposta all’urrrrraaaah dei Turchi, nel finale del capitolo « ponte », nel mio poema ZANG TUMB TUMB). (Filippo Tommaso Marinetti)

E un rapporto stretto lega il futurismo anche alla Pop Art attraverso l’opera di Roy Lichtenstein, che con uno stile inconfondibile ed unico, realizza immagini come fossero fumetti, all’interno dei quali le onomatopee sono parte integrante dell’elemento visivo.

In Italia Al ligure Antonio Rubino tra i fondatori de “Il Corriere dei Piccoli” nel 1907 viene assegnata la sostituzione delle nuvolette, presenti nelle tavole originali dei fumetti americani pubblicati sulla rivista, con delle didascalie in rima a piè di vignetta.

Nel 1914 Giacomo Balla ne “Il Vestito Antineutrale – Manifesto Futurista” teorizza un nuovo concetto di moda opposto al grigiore e al formalismo statico del passato:

(I vestiti saranno) Aggressivi, tali da moltiplicare il coraggio dei forti e da sconvolgere la sensibilità dei vili. 2. – Agilizzanti, cioè tali da aumentare la flessuosità del corpo e da favorirne lo slancio nella lotta, nel passo di corsa o di carica. 3. – Dinamici, pei disegni e i colori dinamici delle stoffe, (…) che ispirino l’amore del pericolo, della velocità e dell’assalto, l’odio della pace e dell’immobilità. 4. – Semplici e comodi, cioè facili a mettersi e a togliersi, che ben si prestino per puntare il fucile, guadare i fiumi e lanciarsi a nuoto.

E così saranno anche gli indumenti dei primi eroi dei fumetti italiani, ispirati sicuramente dai look dei cowboy americani come Tex Willer, dai colori accesi, sgargianti e dinamici e in molti casi anche di ispirazione futurista.

E a dimostrare il nesso tra Futurismo e Fumetti è stato pubblicato nel 2020 dalla casa editrice IODIO, MMM un dialogo immaginario e trans temporale tra Michael Rocchetti artefice dei celebri Scarabocchi di Maicol & Mirco e il poeta futurista Filippo Tommaso Marinetti, a cui sicuramente i comics sarebbero piaciuti.

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