Neon Genesis Evangelion, la Gainax e Hideaki Anno

Novembre 13, 2023
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Neon Genesis Evangelion è uno di quei cartoni animati che ha modificato per sempre la percezione di noi ormai non tanto più giovani amanti dell’animazione. La storia, sceneggiata e diretta dal maestro Hideaki Anno, è stata prodotta nel 1995 dallo studio Gainax (altra colonna portante dell’animazione giapponese da titoli come Nadia – il mistero della pietra azzurra).

Neon Genesis Evangelion è considerato ancora oggi uno dei cartoni animati più acclamati e influenti di tutti i tempi. Ha avuto il pregio di avvicinare all’animazione ragazzi non giovanissimi e adulti anche grazie ai suoi continui rimandi e riferimenti religiosi cabalistici, e biblici.

Sigla di apertura di Neon Genesis Evangelion

Insomma un cartone, animato in maniera egregia, con una serie di livelli di lettura che hanno potuto accontentare tutti. Dal semplice fan dei robot giganti al più introverso spettatore appassionato di introspezione per la quale Shinji, il protagonista, è un vero e proprio maestro.

La serie è ambientata a Neo Tokyo 3, 15 anni dopo la catastrofe planetaria conosciuta col nome Second Impact. Il protoganista è Shinji Ikari, un ragazzo reclutato quasi controvoglia dall’agenzia speciale Nerv per pilotare un mecha gigante che noi tutti inizieremo ad amare e chiamare EVA.

Shinji, ragazzo fragile e molto sensibile cresce durante tutta la trama fino a diventare un vero e proprio uomo e tutt’uno con il suo Eva. Dai primi passi incerti contro gli angeli, creature misteriose che appaiono interessate a distruggere il nostro pianeta, a combattimenti mozzafiato e di gruppo con gli altri protagonisti della serie.

Tutti i protagonisti sono caratterizzati da ferite psichiche e problemi interpersonali per non parlare delle lotte interiori. Ci siamo tutti innamorati della silenziosa Rei Ayanami (no spoiler per chi non ha visto il cartone). Della tedesca Asuka Soryu Langley e perché no della guida “spirituale” di tutti e tre Misato Katsuragi.

Hideaki Anno ha messo tutto il suo animo e il suo intimo, come da lui dichiarato

“ In Neon Genesis Evangelion ho cercato di inserire tutto me stesso. Io, un uomo distrutto, che non ha potuto far nulla per quattro anni. Un uomo che è fuggito per quattro anni. Un uomo che, semplicemente, non era ancora morto. Poi, mi venne in mente un pensiero, “non devo fuggire!”, e misi in moto questo progetto. Il mio intento era quello di imprimere i miei sentimenti sulla pellicola.”

Insomma una produzione che non deve mancare a nessuno e che, come per Paprika di Satoshi Kon, è disponibile su Netflix (Hanno cambiato il doppiaggio?)

Unico difetto? La fine è stata frettolosa ,e nel tentativo di chiuderla definitivamente e in maniera degna del valore di tutto il racconto, lo studio Gainax decise di realizzare due lungometraggi dal titolo Death & Rebirth e The End of Evangelion.

じゃまたね!

Chiusura di Neon Genesis Evangelion

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