Micro – Music, Biennale Musica 2023

Settembre 22, 2023
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Micro-Music è il titolo del  67. Festival Internazionale di Musica Contemporanea che si svolgerà dal 16 al 29 ottobre 2023 a Venezia , diretto da Lucia Ronchetti. Il programma è dedicato al suono digitale e presenta un ampio spettro di tendenze stilistiche e ricerche creative innovative della scena musicale internazionale, secondo forme installative, performative e online, con molte prime assolute commissionate dalla Biennale di Venezia e coproduzioni con i più importanti festival internazionali.

Anche quest’anno Biennale College Musica si conferma come un progetto integrato nell’ideazione della Biennale Musica 2023. Ben dieci nuove produzioni del College Musica completano il programma del Festival, in una sezione autonoma intitolata Digital Sound Horizons che esplora i confini presenti e futuri dell’interazione tra scienza, tecnologia e creatività musicale. Biennale College Musica 2023 ha coinvolto dieci musicisti, compositori, performer, sound artist e programmatori provenienti da tutto il mondo.

Gli artisti invitati, provenienti da tutto il mondo, sono scultori di nuove entità sonore digitali, archeologi musicali alla ricerca di antichi suoni scomparsi, ricercatori della misteriosa, transitoria e magica natura del suono e creatori di inediti incantesimi acustici capaci di coinvolgere il pubblico con vasti affreschi musicali. L’ascolto del suono digitale, privo della visualizzazione delle sorgenti sonore e del contesto gestuale dell’esecuzione e della produzione, invita alla pura percezione acustica per una rinnovata ontologia musicale, resa possibile dall’evoluzione delle tecnologie legate alla riproduzione e diffusione del suono nello spazio. Così come possiamo entrare all’interno della materia grazie al microscopio, allo stesso modo possiamo ampliare la facoltà di ascolto e svelare la complessità del mondo auratico attraverso il microfono e la riproducibilità di ogni evento acustico, per quanto liminale, grazie al trattamento digitale delle informazioni captate nella sfera dell’inudibile, rivelando un mondo sonoro che sembrava precluso alle nostre facoltà percettive. 

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