L’inedito su Juan de Pareja schiavo di Velázquez

Ottobre 15, 2023
1 min read
ritratto del pittore Diego Velazquez in cui raffigura il suo schiavo juan de pareja,
http://www.metmuseum.org/art/collection/search/437869

 

Nel 1650 durante un viaggio in Italia Diego Velázquez mostrò al mondo un ritratto che avrebbe fatto discutere: era il ritratto di Juan de Pareja, uno schiavo a cui il maestro rese la libertà, e che potè quindi diventare un artista di grande successo.

L’epicentro di questa narrazione così inconsueta è Siviglia, dove Velázquez visse prima di trasferirsi a Madrid. La città era sede di un vasto mercato di schiavi, molto comuni all’interno delle famiglie di artigiani, tanto che si ritiene che almeno la metà di coloro che svolgevano quel mestiere ne avessero almeno uno alle proprie dipendenze.

La prima documentazione che collega Pareja a Velázquez risale al 1630, ma non è noto se Juan de Pareja fosse stato acquistato ereditato o donato a Velasquez.

Come altri artigiani ridotti in schiavitù, è probabile che abbia svolto compiti simili a quelli di un giovane apprendista, come macinare i pigmenti, o preparare le tele.

I regolamenti delle corporazioni vietavano l’insegnamento di conoscenze specifiche e di qualsiasi livello di istruzione a persone rese schiave, ma si pensa che molte famiglie possano avere chiuso un occhio su queste regole, e non tanto per amore di libertà, ma piuttosto perché uno schiavo abile nella lavorazione del legno o dell’argento e dei metalli preziosi poteva essere venduto a cifre di gran lunga superiori.

Un’analisi delle opere di Velázquez suggerisce che Pareja potrebbe aver creato parzialmente o addirittura completamente opere per lo studio dell’artista già nel 1649.

Una volta reso libero da Velázquez, Pareja abbracciò uno stile pittorico all’avanguardia molto diverso da quello del suo “padrone”, in modo particolare per l’uso del colore.  Alcuni dei suoi dipinti erano larghi tre metri, suggerendo che potrebbe essere stato protetto da ricchi mecenati e che aveva, a sua volta, assistenti di studio per aiutarlo.

Questa vicenda a dir poco sorprendente e originale è stata portata a conoscenza quest’anno dal Metropolitan Museum of Art di New York che  è stato la prima istituzione al mondo ad approfondire la vita e l’opera di Pareja e a gettare uno sguardo illuminante sul ruolo della schiavitù nella creazione delle grandi opere dell’età d’oro della Spagna. 

Don't Miss