Le Meduse di Caravaggio

Gennaio 14, 2024
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Caravaggio Medusa

Tra il 1596 e il 1597 Caravaggio realizzò due tra i suoi dipinti più celebri, raffiguranti la Gorgone greca Medusa con la testa mozzata. Ma perché la dipinse?

La realizzazione del soggetto fu su commissione da parte del Cardinale Del Monte.

Francesco Maria Bourbon del Monte Santa Maria, vescovo, cardinale e diplomatico italiano presso la Santa Sede, fu un collezionista d’arte e tra i più importanti committenti di Caravaggio nonché protettore di Galileo Galilei.

Il cardinale commissionò a Caravaggio ambedue le versioni di Medusa. Entrambi i dipinti erano dei doni a Ferdinando I de Medici, Granduca di Toscana. Il tema della Medusa, caro ai Medici, non sembra essere stato casuale. In ambito umanistico, la testa della Medusa o Gorgone aveva un valore simbolico in quanto allegoria della prudenza e della sapienza.

Caravaggio Medusa

Caravaggio dipinse la prima Medusa – a destra nella fotografia – nota come Rotella Murtola nel 1596. Si tratta di dipinto a olio su tela montato su uno scudo convesso di legno di dimensioni 50 x 48, ora di proprietà privata e conservato in un caveau a Londra. L’opera prende il nome dal poeta genovese Gaspare Murtola che nel 1603 scrisse un madrigale in onore dell’opera caravaggesca, esortando a evitare di guardare il dipinto, poiché a causa dello stupore suscitato dalla visione del quadro, l’osservatore sarebbe potuto essere trasformato in pietra.

La seconda versione, oggi agli Uffizi a Firenze, dipinta nel 1598 è la più famosa tra le due. Il motivo della commissione era quello di rivaleggiare con la precedente rappresentazione di Medusa ad opera di Leonardo da Vinci che la famiglia Medici aveva nella propria collezione privata. Purtroppo però la Medusa di Leonardo è andata perduta e quindi non è possibile fare paragoni tra le versioni caravaggesche e quella del suo predecessore.

Caravaggio Medusa

Caravaggio dipinse Medusa su uno scudo 

Caravaggio dipinse la Medusa su uno scudo da battaglia convesso in legno e lo fece per due motivi. Il primo è che anche la Medusa del da Vinci era stata dipinta su uno scudo, poi sicuramente anche per una ragione espressamente mitologica, un chiaro riferimento allo scudo riflettente utilizzato da Perseo per non guardare negli occhi Medusa.

Sebbene la commissione della Medusa fosse retribuita, il progetto deve aver attratto il Caravaggio anche per le sfide creative che rappresentava. Terribile creatura mitologica Medusa si presta ad essere interpretata secondo la sensibilità dell’artista.

La Medusa era un autoritratto

Caravaggio basò il volto di Medusa sulla propria immagine: quella bocca spalancata e quella testa contorta e mozzata che gronda sangue erano in realtà un autoritratto. Ciò fa sì che il personaggio femminile di Caravaggio assuma una qualità androgina e asessuale. Ma la necessità di basare Medusa sul proprio volto era soprattutto pratico: significava che Caravaggio poteva esplorare l’orrore inquietante dell’espressione facciale di Medusa contorcendo il suo viso allo specchio, anziché chiedere ad una modella di atteggiare il volto in una espressione di orrore.

Spesso Caravaggio faceva da modello per i suoi dipinti e sembrava divertirsi nel sembrare malato o deforme, come si può vedere nel suo “Giovane Bacco malato” del 1592 – oggi alla Galleria Borghese – dove le labbra esangui e l’estremo pallore del volto ne suggeriscono una malattia estrema.

Caravaggio Giovane Bacco Malato
Caravaggio Medusa Uffizi

Invece di mostrare la testa della Medusa deposta a terra, Caravaggio fa si che la testa si libri a mezz’aria, e questo gli permette di aggiungere il dettaglio cruento del sangue che sgorga dallo squarcio sotto il collo, mentre serpenti striscianti volteggiano e sciamano attorno all’attaccatura dei capelli. È interessante notare che Caravaggio mostra Medusa con lo sguardo distolto, come se la spogliasse di tutto il suo antico potere e l’espressione terrorizzata sul volto della Gorgone, rivela la sua nascente consapevolezza di un supplizio eterno, una condanna a un destino orrendo di impotenza disincarnata

Caravaggio eseguì varie prove

Studi eseguiti su la prima versione, la Rotella Murtola, hanno rivelato un disegno preparatorio sottostante la superficie dell’opera, molto diverso dall’esecuzione finale: vi sono infatti numerosi cambiamenti riguardo le posizioni degli occhi e della bocca, collocati più in basso e diversità anche nella forma dei serpenti. Ciò dimostrerebbe che la prima versione fu  realizzata a scopo preparatorio, una sorta di esercitazione molto impegnativa, proprio perché commissionata dal cardinale Del Monte che ne voleva fare dono al Granduca di Toscana. Ed è di questa opinione anche sir Denis Mahon, grande studioso del Caravaggio che afferma appunto che la commissione di quest’opera fu così importante per il Merisi, da spingerlo ad affrontare una prova preliminare.  

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