L’artista palestinese Malak Mattar 

Settembre 13, 2023
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L'artista Palestinese Malak Mattar

L’artista palestinese Malak Mattar inizia a dipingere quando aveva appena 14 anni dopo che nel 2014 un quarto del suo quartiere venne distrutto durante un attacco missilistico.

“Vedendo tutto ciò, da adolescente non potevo fare a meno di sentire quanto fosse vicina la morte… Crescendo in una zona di guerra, sfortunatamente, la tua vita viene definita dai bombardamenti e dalle uccisioni.”

La sua infanzia e la sua adolescenza sono accompagnate dagli incessanti attacchi nella striscia di Gaza, e dipingere diventa un modo attraverso cui esorcizzare la paura. Inizia dapprima con gli acquerelli finché sua madre, vedendone il talento, le regala colori, acrilici e finalmente delle tele.

Nel 2016 Malak Mattar cattura l’attenzione del Bristol Palestine Museum che le propone di organizzare una personale del suo lavoro nel Regno Unito. E’ per l’artista palestinese una straordinaria opportunità, ma sfortunatamente non le viene concesso il visto.

La mostra va avanti, ma senza di lei, intrappolata in una terra senza futuro.

Malak non si arrende, continua a studiare e ottiene la media più alta dei voti in tutta Striscia di Gaza, e la seconda in Palestina.

Le viene un’opportunità davvero unica e cioè di potersi recare all’estero e frequentare una Università.

A quel punto per la giovane artista palestinese inizia una seconda sfida: quella di convincere la sua famiglia ad accettare questa proposta. Andare all’estero da sola, senza essere accompagnata da un fratello, un marito o un padre è per la sua cultura impensabile.

Dopo molte rassicurazioni e negoziazioni familiari , Malak ne ottiene il permesso, ma andar via, nel 2017, con i confini appena aperti, è comunque molto difficile.  

Quando Malak arriva in Turchia per studiare Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, impara a confrontarsi con “altre minoranze e questioni mondiali”, fatto che giocherà un ruolo chiave nel suo desiderio di rendere la sua arte universale. Malak approfondisce i ripetuti rifiuti che ha ricevuto per entrare sia in Francia che in Europa “più e più volte”.

“Pensavo che una volta lasciata la Striscia di Gaza sarei stata libera, ma non lo ero”.

Ma il 2023 segna un nuovo capitolo. Non solo Malak espone con una personale alla Garden Court Chambers, ma le viene, per il suo talento, concesso un visto valido per ogni luogo del mondo.

Le sue straordinarie opere, dai volti bellissimi seppure nella sofferenza, includono molto spesso figure di animali.

A Gaza “gli esseri umani sono massacrati in una tragedia permanente e inarrestabile. Ma non si sente mai parlare degli animali che vengono uccisi anche quando gli edifici vengono demoliti e le famiglie vengono sfrattate. Anche gli animali vivono una vita sotto assedio”.

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