Il Futurismo in una borsa: ISSEY MIYAKE

Gennaio 22, 2024
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Issey Miyake

Il lavoro del designer giapponese Issey Miyake ha sempre teso a coniugare artigianalità e tecnologia e design. Miyake nel corso della sua lunga carriera ha utilizzato materiali come la carta, tessuti innovativi, tappi di bottiglia per creare capi scultorei assolutamente genderless.

E’ stato il designer preferito dai creativi più interessanti del nostro secolo. Il dolcevita nero di Steve Jobs era Miyake. La famosa ceramista Lucie Rie, quando morì gli lasciò in eredità la sua preziosa collezione di bottoni. L’architetto Zaha Hadid è stata sempre una grande estimatrice dell’opera del designer: tra i capi preferiti del suo guardaroba c’era infatti una giacca kimono imbottita che la Hadid preferiva indossare sottosopra.

Steve Jobs maglioncino Issey Miyake

Tra i pezzi più iconici utilizzati dal designer la borsa Bao Bao, uno straordinario pezzo di design e ingegneria.

Issey Miyake Bao Bao borsa

Creata da un tessuto a rete stratificato con piccoli triangoli di polivinile, quando si riempie di oggetti si trasforma in una miriade di forme. La prima versione della borsa fu introdotta nel 2000, Miyake la chiamò Bilbao in omaggio al Museo Guggenheim che aveva aperto lì nel 1997. Quell’edificio – di Frank Gehry – divenne immediatamente un’icona architettonica. Sembrava esplodere da terra nello stesso modo in cui gli abiti di Miyake sembravano prendere forma una volta indossati su un corpo umano.

Issey Miyake

La borsa è stata poi prodotta in numerose variazioni di forme e colori, ma non è mai stata travolta dal clamore che ha circondato molte it bag e forse anche per questo è ancora più preziosa. Una creazione che non vuole essere nel modo più assoluto uno status symbol, ma espressione dell’intelletto, dell’arte, della creatività, dando a chi la indossa la sensazione di poter incanalare tutti questi tratti.

L’approccio al design di Issey Miyake è stato sempre inequivocabilmente “human”, umano ed influenzato dagli accadimenti nella sua vita privata. Cresciuto ad Hiroshima, da bambino riuscì a sopravvivere alla bomba atomica sganciata dagli americani nel 1945. Non fu lo stesso per sua madre, morta per le radiazioni quando Issey era ancora un bambino. Sebbene, nel corso della sua vita sia stato sempre profondamente riservato, nel 2009 scrisse un editoriale sul New York Times in cui si esprimeva chiaramente contro. Il designer scompare a Tokyo il 5 agosto 2022 ad 84 anni.

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