I furti d’arte più celebri e sensazionali

Novembre 23, 2023
5 mins read
Furti d'arte . Urlo di Munch

I furti d’arte e i misteri nascosti dietro alla sparizione di opere che si ritenevano blindate

LA GIOCONDA E IL FURTO “PATRIOTTICO”

Nel 1911 , con quello che è considerato tra i furti più audaci della storia, al Louvre di Parigi venne rubata La Gioconda di Leonardo da Vinci. L’autore fu un impiegato italiano del Museo, tale Vincenzo Peruggia, che semplicemente alla fine del suo turno di lavoro la infilò sotto la giacca e se la portò a casa. Peruggia compì quel gesto, a suo dire, per puro patriottismo, convinto del fatto che l’opera dovesse essere riportata in Italia, Paese a cui legittimamente apparteneva. L’uomo nascose per ben due anni La Gioconda sotto le assi del pavimento del suo appartamento, e fu scoperto soltanto quando tentò di rivenderla alla Galleria degli Uffizi per alcuni milioni di lire. L’uomo scontò qualche mese di carcere e poi fu rimesso in libertà, accolto come un eroe dagli italiani e l’opera tornò al Louvre nel 1913.

Furti d'arte La Gioconda

IL KLIMT ESOTERICO

Nel 1997 venne rubato alla Galleria d’Arte Modera Ricci Oddi di Piacenza, il “Ritratto di Signora” eseguito da Gustav Klimt tra il 1916 e il 1917. La cornice dell’opera fu trovata quasi immediatamente sui tetti dell’edificio facendo supporre una fuga dei ladri attraverso i lucernari della galleria. La tela invece fu rinvenuta, in modo molto curioso dopo ben 22 anni. I giardinieri infatti durante dei lavori di pulitura di una pianta di edera sul muro esterno della Galleria, si imbatterono in una botola presente sulla parete stessa, che una volta aperta svelò al suo interno la Signora di Klimt. Inizialmente furono sospettati i custodi, poi l’indagine fu però archiviata per insufficienza di prove , in seguito grazie ad un misterioso testimone venne battuta la pista esoterica, ma ad oggi le indagini non hanno ancora portato all’individuazione dei responsabili.

Furti d'arte Ritratto di signora di Klimt

L’URLO di MUNCH CON I RINGRAZIAMENTI DEI LADRI

L’Urlo di Edward Munch, tra le opere più famose al mondo, è stata rubata non una, ma due volte

Nel febbraio del 1994, mentre la Norvegia si concentrava sulla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Lillehammer, due uomini fecero irruzione nella Galleria Nazionale di Oslo e rubarono la versione del 1893 del dipinto. I ladri lasciarono un biglietto, che fece il giro del mondo e a cui seguirono non poche polemiche: “Grazie per la scarsa sicurezza”

I vertici del Museo si rifiutarono di pagare una richiesta di riscatto da 1 milione di dollari, ma tre mesi dopo, in un albergo di Åsgårdstrand, l’opera venne ritrovata integra, senza alcun danno. Si racconta che il furto fu rivendicato da un movimento antiabortista, che avrebbe restituito il dipinto,  a condizione che venisse trasmesso, in televisione, un documentario contro l’aborto, intitolato L’Urlo Silenzioso.

Non è dato sapere se la proposta di scambio venne accettata o no, ma quello che sappiamo con certezza è che il dipinto riprese il proprio posto per merito del lavoro di due poliziotti in incognito: gli agenti si finsero interessati all’ acquisto del dipinto per 250 mila sterline.

Dieci anni dopo L’Urlo fu nuovamente rubato, questa volta la versione del 1910 fu rubata insieme alla Madonna di Munch in pieno giorno da uomini armati mascherati al Museo Munch di Oslo. I ladri immobilizzarono le guardie, e tra il terrore dei visitatori portano a termine il furto per poi fuggire in macchina. Per fortuna non ci furono feriti.

ll 31 agosto del 2006, dopo due anni, la polizia norvegese ha recuperato i dipinti.
I vertici del Museo dichiararono che i dipinti, al ritrovamento, si trovavano in buono stato. In realtà i quadri erano rovinati dalle inadatte condizioni di conservazione e dall’umidità.

I dipinti furono restaurati e fu restituito loro l’aspetto originale, anche se ormai molto compromesso a causa dell’umidità e dal cattivo stato conservativo. Dal 23 maggio 2008 le due opere sono tornate in esposizione alla Galleria Nazionale di Oslo.

Furti d'arte Urlo di Munch

IL FURTO PIU’ COSPICUO DELLA STORIA ALL’ISABELLA STEWART GARDNER MUSEUM

Nelle prime ore del mattino del 18 marzo 1990, 12 opere d’arte furono rubate dall’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston . Due uomini spacciatisi per agenti di polizia immobilizzarono le guardie e nell’ora successiva saccheggiarono letteralmente il Museo. Ad oggi i furti sono irrisolti; non sono stati effettuati arresti e nessuna opera è stata recuperata e il Museo offre una ricompensa di 10 mln di dollari a chi possa fornire informazioni utili al recupero della refurtiva, la più grande ricompensa mai offerta da un’istituzione privata.

Tra le opere rubate Il concerto , uno dei soli 34 dipinti conosciuti di Johannes Vermeer e ritenuto il dipinto non recuperato più prezioso al mondoLa tempesta sul mare di Galilea , l’unico paesaggio marino di Rembrandt , oltre ad altri dipinti e schizzi di Rembrandt, Edgar Degas , Édouard Manet . Gli esperti sono rimasti perplessi dalla scelta dei pezzi sottratti, poiché le opere più preziose sono rimaste al loro posto. Dal momento che la collezione e il suo allestimento sono destinati a essere permanenti, le cornici vuote sono rimaste appese ai muri sia in omaggio alle opere trafugate, sia come segnaposto per la loro restituzione.

L’FBI ritiene che i furti siano stati pianificati da un’organizzazione criminale. Le indagini si sono concentrate principalmente sulla mafia di Boston , che durante quel periodo era nel mezzo di una guerra interna tra bande. Alcuni sostengono che dietro i furti ci sia la mano del gangster Bobby Donati che avrebbe così potuto mediare con la polizia il rilascio di uno dei pezzi grossi della sua organizzazione , ma Donati venne assassinato ad un anno della rapina senza che potesse essere fatta luce sulla vicenda.  

Furti d'arte Isabella Stewart Gardner Museum

IL FURTO DEL CARAVAGGIO

Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre del 1969 invece, i ladri penetrarono all’interno dell’Oratorio di San Lorenzo a Palermo per rubare dall’altare  la “Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi”, opera che il Caravaggio eseguì tra il 1600 e il 1609. Vennero fatte molte ipotesi, tra cui anche che vi fosse un coinvolgimento della mafia e che il dipinto fosse stato bruciato o addirittura dato in pasto ai maiali. La sparizione del quadro colpì moltissimo Leonardo Sciascia che da essa trasse spunto per scrivere il suo ultimo racconto, Una storia semplice. L’opera è stata inserita dall’FBI nella lista mondiale dei dieci capolavori rubati più importanti.

Furti d'arte Natività dei santi Lorenzo e Francesco D'Assisi

LA RAPINA DEL MILLENNIO

Il bottino più cospicuo della storia, con un valore da oltre 500 milioni di euro è stato messo a punto il 20 maggio 2010 al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris dove furono trafugati da un unico uomo “Nature morte aux chandeliers” di Fernand Léger, “L’olivier près de l’Estaque” di Georges Braque, “La donna con il ventaglio” di Modigliani, “La Pastorale” di Matisse e “Le pigeon aux petits pois” di Pablo Picasso. L’autore del furto, al secolo Vjeran Tomic, poi soprannominato Spider –Man, sembra lavorasse su commissione per un commerciante d’arte. Tomic è stato condannato ad 8 anni di carcere.

Furti d'Arte Vijeran Tomic

Altri celebri furti sono stati perpretrati ai danni di Van Gogh e Rembrandt, in modo particolare esiste un quadro di quest’ultimo dal titolo di “Il ritratto di Jacob de Ghevn III”, soprannominato dal Guinness dei Primati il “Rembrandt Takeaway”, poiché, probabilmente a causa delle ridotte proporzioni (30 x 25 cm), è stato rubato ben 7 volte (una volta fu persino ritrovato in un taxi dove era stato abbandonato da ignoti.  

Furti d'Arte Rembrandt

Anche le opere di street art non sono state risparmiate. Celebre è stato il furto della “Ragazza del Bataclan” di Banksy che fu rubata per poi essere clamorosamente ritrovata in Italia.

Scarica la nostra App

Installa
×

Don't Miss