Giorgio Benni: Fotografare per l’arte contemporanea

Ottobre 21, 2023
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edificio della Temple University a Roma

Tra le esposizioni più interessanti e originali dell’edizione 2023 della Rome Art Week, “Fotografare per l’arte contemporanea, un metodo di lavoro” di Giorgio Benni.

Con questa mostra, nata da un’idea della docente Katherine Krizek della Temple University Rome,  si vuole rendere  omaggio a una figura importante per gli addetti ai lavori, al pubblico che vede l’arte attraverso il suo occhio nelle pubblicazioni, e a tutti gli artisti che hanno arricchito il loro archivio con foto stupende dei loro lavori. Come dice il maestro: “Fotografare una mostra significa utilizzare un medium per descriverne un altro. Un po’ come parlare di danza. Non è facile, ma se questa è la sfida io l’ho accettata 35 anni fa.Nel breve percorso della mostra cerco di evidenziare i punti fermi del mio modo di documentare l’arte contemporanea. Una professione, quella del fotografo per l’arte che mi ha portato in mille mondi diversi.

E’ difficile lavorare in modo semplice e leggero. Fotografare quello che serve, quello che è importante senza trasformarlo in altro. Dovrebbe essere il compito dei fotografi d’arte. Anche se preferisco la definizione “fotografi per l’arte”. La nostra è una fotografia che esiste perché esiste l’arte. E dove c’è l’arte c’è bisogno di noi. Specialmente in un mondo dove le immagini corrono come i pensieri.  Fotografare arte significa diffondere la cultura. E perché no, dare una mano a migliorare il mondo”.

La mostra è divisa in tre sezioni. La prima sezione riguarda l’illuminazione delle opere tridimensionali. Il Maestro utilizza sempre luci semplici, morbide, non troppo presenti.

La seconda sezione è sulla documentazione di eventi performativi. Dove per scelta Benni scatta quasi sempre dallo stesso punto di vista del pubblico.

La terza sezione è sulle fotografie di ambienti.” Amo compiere il percorso dei visitatori e cercare le relazioni tra le opere e gli elementi architettonici presenti che attualizzano le immagini e le inseriscono nel loro contesto naturale per l’arte. Cioè la vita di tutti i giorni.”

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