Fabio Germinario – Viaggio nei Capsule Hotel

Settembre 13, 2023
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Piano di capsule hotel con varie postazioni per dormire

“Single Portion Life” di Fabio Germinario è una narrazione per immagini, perfetta sintesi di ciò che dovrebbe essere il fotogiornalismo : “Andare, vedere, raccontare”. La sua fotografia non illustra, non esprime giudizi o punti di vista, semplicemente “dice”.

Nati per andare incontro alle esigenze dei salarymen, ovvero, gli impiegati pendolari delle grandi aziende giapponesi che spesso erano e sono costretti a lavorare fino a tardi perdendo l’ultimo treno per tornare a casa,  i capsule hotel nascono come luoghi dal design minimal e dalle proporzioni ridotte in cui le persone potessero dormire qualche ora, fare una doccia e tornare velocemente in ufficio.

Le dimensioni sono ridottissime, da qui il nome capsule, e dispongono al loro interno solo dell’essenziale.

Alveari silenziosi, sparsi nel caos della metropoli, tra una sala giochi e un centro massaggi, nel cuore pulsante di Tokyo. Crocevia di solitudini e silenzi, come un lungo sospiro nelle ore superflue del giorno e della notte.
Senza scarpe. Niente tatuaggi. Niente donne. Due asciugamani, un paio di boxer, una vestaglia. La chiave dell’armadietto e un braccialetto. Un numero identificativo che fa parte del nome all’interno del Capsule Hotel. L’imbarazzo dello straniero, l’indifferenza dell’autoctono. Nessuna necessità di interazione, nessuno sforzo superfluo, solo il tempo strettamente necessario per una singola porzione di coccole preconfezionate. In attesa di una nuova giornata funzionale e solitaria.
(Fabio Germinario)

Fabio Germinario è un fotoreporter indipendente nato a Roma nel 1987. Dopo aver terminato gli studi in lingue, dedica la sua vita ai viaggi dove scopre e approfondisce la fotografia di reportage, un viaggio che spinge la sua passione in giro per il mondo tra la natura e la gente di 32 Paesi. Durante questo periodo sviluppa un forte interesse ed empatia per l’essere umano e la sua diversità, chiave dei suoi progetti attuali. Nel 2016 frequenta un Master che lo avvicina al fotogiornalismo. In attività dal 2010 è attualmente impegnato in Italia in lavori su temi sociali come l’Hikikomori o la povertà estrema e in un progetto a lungo termine sulla movida romana dell’ultimo decennio.

Tra gli altri progetti, “Night Train” che come dice il fotografo racconta,senza interpretazioni intellettuali o sociologiche, un modo di concepire e vivere la notte, attraverso le discoteche, la musica, il sesso e il rapporto con l’eccesso.

“Barangay Happy Land” che documenta l’estrema povertà di Barangay, la più piccola unità del governo locale delle Filippine e di Happyland, campo profughi permanente ai margini di Manila. 

In questo luogo vivono intere famiglie che trascorrono la loro esistenza alla ricerca di materiali utili da riciclare o rivendere tra la spazzatura di tutta la città e resti di cibo ricucinati e proposti come i famosi “pagpag”. Improbabili condizioni igieniche e montagne di spazzatura sono il consueto panorama di centinaia di bambini in attesa dei numerosi camion carichi di opportunità, con l’entusiasmo ingenuo di chi trova in Babbo Natale, nella scuola, un’utopia.

Qui il portfolio di Fabio Germinario

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