Dreamplus. La nostra intervista

Marzo 26, 2024
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Dreamplus. Il suo lavoro è un continuo scambio tra analogco e digitale. Preferisce in modo particolare la tecnica dello stencil: “Sono sempre alla ricerca, in giro per la città, di piccoli spazi da trasformare. I luoghi degradati, sporchi, abbandonati sono i miei preferiti. E’ così emozionante vedere come in pochi minuti lo stesso luogo dimenticato possa avere una nuova vita”.

Noi lo abbiamo raggiunto per una intervista.

Come ti sei avvicinato alla street art ed in modo particolare allo stencil?

Mi sono interessato alla street art nei primi anni ‘90 , prima che effettivamente fosse definita così, attraverso la scena underground romana dei graffiti , dallo studio del lettering, allo sviluppo tridimensionale delle tag , usando le vernici spray sui muri, passando per le stazioni della metropolitana,  fino ai capolinea dei treni dove in piena notte esprimevamo la nostra creativita’ su quei vagoni che avrebbero portato i nostri pseudonimi oltre i confini del raccordo anulare,  in giro per l’italia.

Lo stencil è una tecnica che ha attirato la mia attenzione, mi e’ subito piaciuta, era innovativa. Sono stato influenzato da diversi artisti che hanno introdotto lo stencil nella scena urbana, Banksy in primis, poi Obey, passando per C215, a Roma grazie Jb Rock & Diamond. Ho sviluppato negli anni questa tecnica trovando poi un mio stile,  che ho cercato di perfezionare introducendo un effetto grafico halftone, che mi permette di realizzare immagini con una risoluzione e profondità fotografiche usando lo stencil con un solo layer.

Tra le tue opere mi ha particolarmente colpito il tuo stencil ispirato a “La Pudicizia” meglio nota come “ La verità velata” un’opera scultorea di Antonio Corradini. Cosa ti ha particolarmente colpito in quest’opera, cos’è per te la verità, una parola che nell’ epoca dell’immagine, come quella in cui viviamo sembra essere passata di moda?

Quella di Corradini è un’opera meravigliosa, un capolavoro, il modo in cui vengono scolpite le trasparenze del velo , questo senso di leggerezza in una statua mi lascia senza fiato. La verita’ in questo caso per me e’ la realta’ , l’estetica pura. Rielaborare quest’opera per poter realizzare uno stencil non è stato facile , ma le conformazioni delle pieghe e ombre della figura fanno in modo che lo stencil stesso abbia ancor più profondità.  

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Ti muovi tra Roma e Barcellona, quale delle due città ti appartiene di più?

Roma rappresenta le mie origini e radici, il mio approccio a una visione controculturale che mi ha plasmato. Ogni volta che torno ho voglia di dipingere e lasciare una nuova opera per le strade. La sento come casa come il primo amore. Barcellona mi ha adottato e conquistato e dove vivo già da anni, una città in continuo movimento dal punto di vista artistico, ricca di stimoli ,un crocevia di esperienze culturali internazionali.

Tra i progetti di Dreamplus “La Virgen de la Sangre de las mujeres” dedicato alle donne vittime di femminicidio. Un’emergenza che è mondiale. Cosa si può fare secondo te per sensibilizzare le fasce più giovani e che ruolo può avere l’arte nel parlare alle persone?

La violenza di genere , i femminicidi , la violenza in tutte le sue forme, passando anche per le guerre, sono temi che ho sempre sentito vicino, che hanno stimolato la mia sensibilità e la mia voglia di creare opere che li rappresentassero. Negli ultimi anni ho realizzato diverse opere a riguardo e penso che l’arte , la condivisione collettiva , può a sua volta sensibilizzare la società su queste realtà, che purtroppo sono ancora presenti quotidianamente intorno a noi. l’ opera “La Virgen de la sangre de las mujeres” e’ stata prima dipinta per le strade , successivamente ne ho creato una piccola installazione prendendo in esame i dati delle morti per Femminicidio in Spagna durante l’anno 2022, vorrei cercare di portarla anche in altri paesi, per creare un momento di riflessione emotiva, come in Italia un altro paese dove il femminicidio e’ nello stesso modo allarmante per numero di casi annui.  (I dettagli di questo progetto di Dreamplus possono essere visualizzati a questo link)

Nelle tue opere ci sono molti riferimenti all’arte classica, rinascimentale e seicentesca in modo particolare per quanto riguarda la rappresentazione della figura femminile. Perché? 

Sono esempi artistici di una bellezza assoluta , universale, rappresentarli in una chiave grafica nuova è un omaggio , un ringraziamento ai grandi maestri.  l’idea di un nuovo rinascimento mi e’ venuta in mente durante l’esperienza del COVID, delle restrizioni, del distanziamento sociale. In quel momento , quando ci chiedevamo cosa sarebbe successo, quando avevamo voglia di uscirne al più presto,  ho iniziato a realizzare delle opere che riprendessero lo stile rinascimentale,  soprattutto statue classiche di figure femminili.

Tra i tuoi progetti Hic sunt Leones. Ce ne parli?

Hic Sunt leones è un espressione latina per indicare il confine dove iniziavano le aree geografiche ancora inesplorate e oltre il quale si supponeva vivessero solo belve selvagge ed il leone ne era un simbolo. 

In questo progetto infatti rappresento i grandi felini,  tigri,  leoni, ghepardi,  portare queste figure nel contesto urbano, nella cosiddetta ”giungla” cittadina, era uno spunto per rappresentare uno stile per avere un identita’. Immagini che si ripetono per somiglianza danno un senso di appartenenza in questi luoghi, i quali, risultano agli occhi di chi li osserva per la prima volta, inesplorati, da qui la similitudine con la frase “Hic sunt Leones”, e’ come per dire da qui in poi ci sono io.

Progetti futuri?

Le idee sono tante, preferisco vivere giorno per giorno e realizzarle con ispirazione. Quello a cui penso per il futuro e’ che mi piacerebbe viaggiare di più , raggiungere attraverso l’arte altre citta’ e fare nuove esperienze, e’ qualcosa che ti arricchisce internamente, che fa bene all’anima.

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