Collezione d’Arte Farnesina le prossime aperture

Gennaio 16, 2024
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Farnesina
Pietro Sanguineti

La Collezione d’Arte Farnesina sarà aperta per le visite guidate il prossimo 26 gennaio 2024. Breve viaggio della storia dell’edificio e di una Collezione d’Arte molto interessante e ancora sconosciuta a molti.

Il Palazzo della Farnesina, progettato nel 1940 dagli architetti Del Debbio, Foschini e Morpurgo, ospita a partire dal 1959 il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L’edificio deve il suo nome agli antichi e preesistenti possedimenti della famiglia Farnese nell’area che lo ospita. Nel 1968 all’esterno del Palazzo viene collocata la Sfera grande di Arnaldo Pomodoro.

Dal 2000, su iniziativa dell’allora Segretario Generale Ambasciatore Umberto Vattani, gli ambienti del Ministero ospitano la Collezione Farnesina, la raccolta d’arte contemporanea del Ministero degli Affari Esteri.

La visita inizia all’interno nell’Atrio d’Onore con due grandi opere rispettivamente di Sandro Chia e Sergio Selva. Chia può essere considerato l’artefice di un profondo cambiamento all’interno dell’arte contemporanea che si tradusse in un ritorno al figurativo, ai mosaici di impronta bizantina. Non può non colpire, sempre nell’atrio d’onore, la magnifica scultura di Osvaldo Calò dal titolo “Squarcio verticale” e la grande scultura in bronzo “Riflessi” di Pietro Consagra.

Rivoluzionaria l’opera “L’Etrusco” di Michelangelo Pistoletto, che sovverte completamente l’usuale modalità in cui lo spettatore è abituato a fruire l’opera all’interno dello spazio museale. Il visitatore infatti, che per ammirare l’opera si deve specchiare all’interno della grande superficie riflettente davanti alla quale essa è posizionata, diventa elemento vivo e presente della composizione. Una composizione che cambia di volta in volta in un continuo movimento e in un perenne fluire poiché mutano coloro che si relazioneranno con essa all’interno della sala.

Collezione Farnesina Pistoletto
Photo credit Amasciata Italiana a Singapore – pubblicata in occasione della Mostra

Nel salone d’onore sito al primo piano si prosegue con Gastone Novelli, e il suo “Viaggio nel Paese delle Meraviglie”, una sorta di taccuino in cui l’artista accosta elementi visivi a segni grafici, come era tipico degli aderenti al Gruppo 63 di cui appunto Novelli faceva parte.

La visita prosegue nel “Corridio del Cerimoniale” con Jannis Kounellis, tra i maggiori rappresentanti dell’Arte Povera, a seguire Afro e i Basaldella , per poi accedere alla Sala “Forma 1” che accoglie gli straordinari protagonisti dell’omonimo movimento artistico romano: Carla Accardi, Giuseppe Capogrossi, Piero Dorazio, Pietro Consagra, Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato che trasformarono nell’immediato dopoguerra la visione dell’arte concentrandosi appunto sulla forma e sul segno che diventano protagonisti.

Al secondo piano la Collezione accoglie gli artisti della Scuola di San Lorenzo, formata da quei pittori e scultori, tra cui Pizzi Cannella e Gianni Dessì, che si riunirono a Roma nell’omonimo quartiere all’interno dell’Ex Pastificio Cerere.

Si prosegue quindi con le opere più recenti di Matteo Tenardi, e Alterazioni Video collettivo fondato a Milano nel 2004 noto per avere presentato alla 52esima Biennale di Venezia l’opera “Painting” che documentava lo stratificarsi delle scritte e dei disegni fatte dai detenuti sui muri delle celle del Carcere di San Vittore, a seguire Luca Pozzi, e le stampe da video su carta cotone di Sabrina D’Alessandro,e poi Giuseppe Pietroniro con una bellissima stampa lambda montata su alluminio. Lungo il corridoio del quinto piano “King Kong and The End of The World” composto da 15 dipinti su carta montati su tavola di legno di Federico Solmi e poi VedovaMazzei con “Wood and Wood”, assi di legno apparentemente disposte senza un senso , ma che ricomposte diventano la Croce di Cristo e che ognuno di noi può ricostruire e disporre mentalmente per una propria e personale idea di religiosità.

Daniela Comani con “It was me” ricostruisce su un pannello tutte le date più importanti del 1900, un’opera concettuale in cui l’artista è a volte io narrante, a volte spettatrice passiva, proprio a voler sottolineare l’importanza di una visione e morale personale all’interno di un tempo in cui i fatti si susseguono continuamente e freneticamente senza che si abbia la possibilità di valutarne bellezza o drammaticità.   

Per prenotare la visita cliccare qui La visita è gratuita

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