Particolare di occhi di bambino con lentiggini

Ciro Pipoli: La napolitanità negli scatti

1 min read

“Le mie foto sono storie e sentimenti. A Napoli sono nato, a Napoli sono cresciuto, lei mi ha reso chi sono oggi e ciò che sono oggi provo restituirlo a lei attraverso i miei scatti”.

Inizia e finisce così la propria presentazione nella home del sito e poi a parlare, per Ciro Pipoli, sono i suoi scatti. Nato nei Quartieri Spagnoli, il fotografo, classe 1996, racconta la “sua” Napoli,  attraverso le emozioni viste negli sguardi della gente, nella gioia di una città nel giorno dello scudetto, nei giochi dei ragazzi, nei tuffi a testa in giù ritratti nel momento in cui i corpi sono sospesi contro l’azzurro del mare.

Narra, Ciro Pipoli, il sacro e il profano di un popolo sospeso e tentato “tra Dio e Satana”.

E poi ad essere fotografate sono le mani: rugose, tatuate, con le unghie dai colori accesi, o consumate dal tempo e dalla fatica, una fatica che è spesso quella di vivere.

“Per essere felici bisogna saper vivere il presente” diceva Luciano De Crescenzo, ed è proprio il presente, il “qui ed ora” ad arrivare, con forza prorompente, allo spettatore.
Non è solo “Street Photography” , è una narrazione per immagini di un popolo, del suo orgoglio e della sua dignità, delle sue infinite contraddizioni. Quel modo di vivere, a tratti immutato, del popolo partenopeo descritto in “L’Oro di Napoli”. Generosità mista ad egoismi, ingenuità in sposa a furbizia, devozione dissacrata dalla mistificazione.

“Not from Paris Madame”, recita una scritta su una coperta lasciata ad asciugare sul balconcino in un vicolo, mentre la sua proprietaria lancia uno sguardo distratto oltre l’obiettivo. Siamo a Napoli

Don't Miss