Bruno Munari. La missione del designer

Marzo 21, 2024
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Bruno Munari

L’arte di Bruno Munari sarà oggetto della più grande mostra italiana che si terrà alla Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo (Parma) dal 16 marzo al 30 giugno. Ripercorriamo oggi attraverso le parole del Maestro cosa significhi essere un designer e cosa è il design.

Lo stilista produce per un consumo immediato, il designer produce per un consumo a lungo termine, tende all’essenzialità, al contrario della moda che è manovrabile e tende al capriccio”.  Così spiegava Bruno Munari durante una lezione tenuta a Venezia nel 1992. Quando si presentò a questo incontro Bruno Munari aveva 84 anni e con quella franchezza e sottile spirito che lo caratterizzavano ripercorse il lavoro personale di oltre cinquant’anni. Munari è stato tra coloro che hanno avuto nei confronti del proprio creare un atteggiamento di rara onestà intellettuale e al tempo stesso di grande apertura mentale nel comprendere gli oggetti frutto dell’idea altrui.

“Nella storia del Compasso d’Oro personalmente ho assegnato premi ad autori che non sapevano di essere designer ma hanno prodotto oggetti che si vendono sempre”.Munari lo ribadisce proprio durante quella magistrale lezione che era stata già oggetto di due articoli su Ottagono n° 27 del 1972 e Abitare n° 545 del 1975, dove il Maestro, aveva pubblicato una ricerca di oggetti ben progettati e ben venduti anche se non firmati, i: Compassi d’Oro a Ignoti.

L’ intelligenza,la sensibilità, quella capacità di ragionare fuori dagli schemi si fondono in questo ‘premio inventato’, per dare dignità ad oggetti di cui non si sa neanche il nome del designer.

Archetipi del buon design, quello progettato per resistere nel tempo, lontano dalla crisi dello styling che crea o segue le mode durando solo il tempo di una stagione o ancor meno. Quel design che dovrebbe tendere all’essenzialità togliendo sovrastrutture e fondendo le funzioni. Quel design che può essere per sempre, innovativo, semplificato, comprensibile e magari utile, certamente estetico e definito in ogni dettaglio, possibilmente per una buona ragione.

Le mode, le tendenze sono cicliche ma è il buon design a resistere, tant’è che alcuni di questi oggetti oggi possono risultare fuori moda, ma, per le loro qualità progettuali, resistono sul mercato.
Lo scopo di questa raccolta , come diceva Munari, era quello di ridare alla gente il senso dei giusti valori dei prodotti, che magari non consideriamo o diamo per scontati a causa del loro uso ripetuto e continuativo. Vico Magistretti amava dire: “guardate le cose banali con occhi insoliti”.

Ma quali sono i pezzi a cui si riferisce Munari?

Bruno Munari

La sedia a sdraio da spiaggia: costruita il legno e tela, per stare seduti o sdraiati in varie posizioni, montabile e smontabile senza viti o incastri, la tela è sfilabile per il lavaggio, spessore da chiusa 4 centimetri;

La Mezzaluna: è un coltello curvo con due manici, senza motore, silenzioso e pratico da usare e pulire, lavabile semplicemente sotto il getto dell’acqua.

La borsa della spesa: oggetto praticissimo e di grandissima diffusione e basso costo. Resistenti e riutilizzabili. grande tenuta allo sforzo senza rompersi;

Il Leggio da orchestrale: costruito in metallo completamente snodato, riducibile al minimo ingombro e perfettamente stabile perché si sa tre piedi poggiano sempre a terra , quattro possono traballare.

La lampada da cantiere: in gomma e metallo, può stare in diverse posizioni ed appendibile tramite gancio, la gabbia metallica è dotata di una schermatura per proteggere dall’abbagliamento.

E potremmo continuare ancora.

Una lezione fondamentale quella del grande Maestro: progettare non come esercizio stilistico, ma avendo ben presente uno scopo che trovi attuazione nel quotidiano, per semplificare e semplificarsi la vita.

Qui per la Moka frutto del genio creativo di Bialetti

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