Brionvega. Chi ricorda la radio cubo?

Novembre 30, 2023
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Brionvega Radio cubo in diversi colori

Brionvega il Made in Italy che ha conquistato il mondo

Brionvega venne fondata a Milano da Leone Pajetta e Giuseppe Brion nel 1945 sotto il nome di B.P.M. (acronimo di Brion Pajetta Milano); inizialmente si occupava della produzione di componenti per l’elettronica.

Solo cinque anni dopo vide mutare il suo nome in Vega B.P. Radio, per la riconversione di parte delle attività produttive verso la fabbricazione prima di apparecchi radiofonici e verso la fine degli anni ’50, con l’ingresso nel mercato dei televisori, cambiò nuovamente denominazione diventando la Radio Vega Television. Un ultimo cambiamento, per giungere al nome definitivo di Brionvega, si ha nel 1963 quando Pajetta decise di uscire dall’azionda a Brion ne fu l’unico responsabile.

Dopo la seconda guerra mondiale, la diffusione del televisore quale mezzo principale di comunicazione, prima negli Stati Uniti poi in Europa e successivamente nel resto del mondo, è stata di una rapidità ed immediatezza inimmaginabili.

Il grande successo del mezzo televisivo è dovuto essenzialmente all’uso di un linguaggio ancora più immediato rispetto a quello della radio, anche perché accompagnato dalle immagini e modulabile poi in base ai ritmi personali ed alla vita domestica delle famiglie.

A seguito del boom economico e dopo gli anni ’60 il mezzo televisivo entra anche nelle case delle famiglie meno agiate, e pian piano anche la programmazione inizia ad adeguarsi in base allo spettatore.

Ed è a partire dagli anni sessanta che Brionvega fa il salto di qualità avvalendosi di designer di fama mondiale e immettendo sul mercato prodotti ed apparecchi radio e televisori innovativi. I suoi prodotti nati in quegli anni sono, infatti, delle vere e proprie icone ed esempi di disegno industriale italiani riconosciuti a livello internazionale e vincitori di numerosi premi e oggi pezzi importanti di musei di design. Tra questi designer si ricordano i fratelli Castiglioni a cui si deve il progetto del RadiofonografoMarco Zanuso designer della Radio Grattacielo e, assieme a Richard Sapper, della RadioCubo dei televisori Algol e Doney.

Radiofonografo Brionvega realizzato da Piergiacomo e Achille Castiglioni

A firma Piergiacomo e Achille Castiglioni  il radiofonografo è perfetto perché unico, grazie ad uno stile incomparabile. Forme dal fascino retrò, abbinate ad una incredibile definizione del suono e alla possibilità di orientare e spostare le casse nella maniera più idonea all’ambiente circostante, per un’esperienza d’ascolto stimolante ed intrigante. Sembra quasi veder comparire un viso sorridente nel corpo centrale della struttura in MDF bianco laccato. Gli inserti color tabacco realizzati da sapienti artigiani rendono ogni pezzo unico. Il piedistallo è realizzato da un unico blocco di alluminio fuso, dipinto, spazzolato e lucidato a mano.

Nel 1963 nasce la RadioCubo dall’idea di Marco Zanuso. La radio è dotata di maniglia per una facile trasportabilità.

La RadioGrattacielo, nata dal genio creativo di Marco Zanuso nel 1965, si presenta come rielaborazione della Radio Cubo proponendo, però, una conformazione di tipo verticale innovativa per l’epoca, seppur sia possibile anche stenderla in orizzontale, grazie alla doppia grafica per le frequenze. E’ pensata in tre varianti colore: rosso, nero e bianco

Algol, il televisore opera di Sapper e Zanuso nel 1964, è uno dei prodotti simbolo del marchio Brionvega e deve il suo successo al suo design accattivante. Questo innovativo modello è oggi conservato in musei di fama mondiale come, ad esempio, il MOMA di New York, quale esempio del design italiano. Lo schermo inclinato e arrotondato, la maniglia di metallo estraibile e la scocca di plastica in tre colori (arancione, nero e grigio come i colori di sole, notte e luna) sono le caratteristiche che rendono questo prodotto unico nel suo genere. Lo stesso Zanuso paragonò la scelta dell’orientamento del monitor con un cagnolino fedele che rivolge lo sguardo al padrone, mentre la maniglia ne richiama il bisogno di portabilità

Il televisore Doney ha una forma a cui siamo più abituati anche al giorno d’oggi, ma quando nei primi anni ’60 è stato concepito da Richard Sapper e Marco Zanuso era una novità ed andò ad aggiudicarsi il compasso d’oro, premio italiano che va a proclamare ogni anno i migliori prodotti di disegno industriale..

Dopo gli anni d’oro del design italiano e di cui Brionvega è stata in parte artefice, la creatività che la caratterizzava è andata pian piano spegnendosi. L’azienda rimane di proprietà della famiglia Brion fino al 1992, quando è acquistata dalla Sèleco che però purtroppo fallì solo cinque anni più tardi per passare a una nuova proprietà. Ad oggi due diverse aziende detengono i diritti d’uso del marchio: SIM2 Multimendia ha acquisito quello che riguarda l’audio e il permesso di distribuire nuovi prodotti sotto questo nome e riedizioni di esemplari storici, mentre la Onda Communication ha rilevato il brand per quanto riguarda l’ambito telematico iniziando la distribuzione di cellulari e modem UMTS.

Nel 2006 Super//Fluo acquista il marchio Brionvega nel settore dedicato alla produzione di televisori ma chiude nel 2009 mettendo la parola fine ad una storia che ha accompagnato generazioni di italiani e che ha reso il nostro design iconico nel mondo.  

Qui la Mostra di Bari sul packaging Made in Italy

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