bar.lina spazio indipendente di arte e letteratura LGBTQIA+

Ottobre 8, 2023
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bar.lina è uno spazio indipendente nato dall’esigenza di costituire un polo essenziale per ricerche critico, artistico, letterarie inerenti la comunità LGBTQIA+ italiana e internazionale. Si trova nel quartiere di San Lorenzo in Roma, oggi un vero distretto artistico in cui convivono realtà artistiche e crocevia multiculturali, spazi indipendenti,gallerie e oltre 60 atelier

Un quartiere quello di San Lorenzo che ha segnato e accompagnato la storia di tanti pittori, scultori e critici.

San Lorenzo si cominciò ad animare tra la metà degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 quando alcuni artisti iniziarono a stabilirsi in quella zona considerata periferica, seppure abbastanza vicina alla stazione Termini e al centro storico della Capitale.

Punto d’incontro fu uno stabilimento dismesso dove si lavorava la pasta: L’Ex Pastificio Cecere – poi diventato Fondazione nel 2004 – all’interno del quale c’era poco o nulla: pavimenti dismessi, niente riscaldamento e nessun arredo. Dalle grandi vetrate però una luce bellissima invadeva tutto l’ambiente, rendendolo il posto ideale per dipingere.

Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Nunzio di Stefano, Giuseppe Gallo, Piero Pizzi Cannella e Marco Tirelli furono i primi a popolare il quartiere , protagonisti di un fermento artistico che proseguì, tra alti e bassi nei decenni a seguire, per arrivare ad oggi.

Generata nel contesto di FLUIDA, bar.lina consiste nel rifiuto della norma; è la volontà di proporsi come vetrina contro-culturale per la comunità, invitata a prendere parte al suo processo di genesi e sviluppo.

Artiste e critiche, poetesse e pensatrici, musiciste e letterate, scienziate e filosofe, sante e cortigiane, sono tutte invitate a contribuire alla nascita di un luogo poliedrico e volutamente ambiguo, necessario a traghettare le coscienze dall’altra sponda (del fiume, del mondo, del futuro: l’espressione non è casuale), liberandosi della visione binaria fallogocentrica e non intersezionale che impera nelle politiche e negli apparati culturali delle società. Tale visione non è più sostenibile, poiché espressione di un insieme di privilegi da invalidare, al fine di liberare ogni entità fuori dal canone dalla discriminazione. 

bar.lina ritiene che l’arte sia strumentale all’indipendenza del pensiero: ne favorisce la circolazione per offrire alle comunità, e alle persone, uno strumento che ne migliori la vita e il benessere. Si impegna all’affermazione dei diritti e delle libertà delle persone LGBTQIA+ e delle altre minoranze: affermare tali diritti amplierà l’ombrello dei diritti della collettività. 

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