Arte e benzina. Edward Hopper: Gas

Gennaio 20, 2024
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Arte e Benzina Edward Hopper: Gas

Iniziamo oggi una nuova rubrica sul connubio arte e benzina, con una tra le opere più conosciute, “Gas” di Edward Hopper

Arte e Benzina Edward Hopper: Gas

Quest’opera è una rappresentazione composita di diverse stazioni di servizio viste dall’artista.

Apparentemente l’autostrada finisce qui, scomparendo nel bosco. L’ultima macchina sembra essere passata da tempo; l’addetto disattiva la pompa e presto spegnerà le luci e chiuderà a chiave per la notte. La luce sia naturale, che artificiale, conferisce all’intera scena e al solitario addetto alla stazione un senso di drammaticità di fondo.

Il dipinto di Hopper rappresenta una situazione limite. È ambientato al confine tra il giorno e la notte, tra la civiltà e la natura. Tra luce e tenebre.  Il distributore di benzina ha l’aspetto di un ultimo avamposto, dove il regno umano cede il posto, dall’altra parte della strada, a quello anonimo della natura. il limite del bosco si erge come un muro oscuro in cui non si distingue nessun albero. Ma il nostro occhio ritorna ancora e ancora alla sua tonalità calda. La luce fluorescente bianca brillante, quasi pura della stazione di servizio, al contrario, è quasi dolorosa da guardare, e l’occhio si sposta quella piccola striscia di strada che esce dall’immagine a destra.

L’uomo nell’opera di Hopper è una creatura subordinata, una scintilla finita in una trappola architettonica o meglio della civiltà industriale, esattamente con “Il Tessitore” di Van Gogh è intrappolato nel suo telaio.

Qui per il nostro articolo sul Museo Fisogni di Tradate (VR) interamente dedicato alle stazioni di benzina

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