Alle origini della Fotografia Boudoir

Novembre 6, 2023
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La Fotografia boudoir, così di moda oggi, ha origini lontane e spesso controverse.

La Fotografia Boudoir, come alcune tra le innovazioni più sofisticate e affascinanti che combinano seduzione ed emancipazione andando contro tutte le tendenze, ha le sue radici in Francia. 

La parola “boudoir” è di origine francese e deriva dal verbo francese bouder (tenere il broncio). Il boudoir divenne una stanza privata o un salottino nel quale le donne potevano ritirarsi in beata solitudine Durante questo periodo, la fotografia era una rarità e la nudità era sostanzialmente illegale

Tra i primi fotografi di nudo, Albert Arthur Allen, nasce in Massachusetts nel 1886 ed inizia a ritrarre corpi femminili intorno ai primissimi anni ’20 ma a quel tempo quel tipo di immagini erano proibite. La prima mostra commerciale delle fotografie di Allen ebbe luogo nel 1979 cioè diciassette anni dopo la sua morte.

Negli anni ’40 qualcosa iniziò a cambiare, le prime pin-up iniziarono ad essere usate in propaganda per convincere gli uomini ad arruolarsi nell’esercito e combattere per il proprio Paese. Marilyn Monroe e le italiane Sophia Loren e Gina Lollobrigida portarono la fotografia boudoir ad un nuovo livello.

Ma è negli anni ’70 che, con l’emancipazione femminile, la fotografia boudoir si ritaglia una nicchia all’interno dell’arte. Le donne riprendono il controllo del proprio corpo e sono fiere di esibirlo.

La fotografia boudoir inizierà verso gli anni ’90 un lento declino, per poi riaffermarsi prepotentemente negli ultimi anni ed in un modo completamente nuovo rispetto al percorso tracciato in passato.

Oggi la fotografia boudoir è un omaggio alla donna nella sua autenticità e nella sua imperfezione. Una fotografia prevalentemente in bianco e nero che, attraverso un gioco di luci e ombre, modella il corpo di una donna donando sensualità e fascino. Un’esperienza attraverso cui la donna abbraccia la propria femminilità, e la bellezza che ha dentro. Un modo per aumentare la propria consapevolezza e self-confidence.

Qui per leggere l’articolo sulla fotografia di Nobuyoshi Araki

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